martedì 19 settembre 2017

Analisi dati Banca d'Italia - settembre 2017

Dallo studio dei dati sul personale bancario, presente sulla Base Dati Statistica del sito di Banca d’Italia, emerge una realtà Lazio con un andamento diverso rispetto alla situazione nazionale.
Già a partire dalla prima tabella (TDB 10227) notiamo che a fronte di una diminuzione nazionale del personale bancario di 3.084 unità (2016 su 2015), pari ad un -1,03%, nel Lazio registriamo un dato positivo, nello stesso periodo, di +93 unità, pari ad un +0,34%, percentuale modesta ma comunque pur sempre in controtendenza, frutto sostanzialmente dell’aumento del personale registrato a Roma (+96, pari ad un +0,41%).
Dato confermato anche dalla minore percentuale di sportelli operativi chiusi nel biennio 2015-2016. Infatti mentre in Italia si è passati da 30.263 filiali a 29.036, con una diminuzione di 1.227 sportelli (-4,22%), nello stesso periodo, nel Lazio, si è passati da 2.549 sportelli a 2.458, con una perdita di 91 sportelli (-3,70%).

giovedì 10 agosto 2017

Banca Popolare di Bari: una situazione che ha dell'incredibile.

E' incredibile quanto sta accadendo in queste in Banca Popolare di Bari. Una banca in evidente difficoltà economiche, con in pancia una importante mole di sofferenze bancarie, è prevista infatti una ulteriore cessione di 350 milioni di euro di npl,e che avvia un piano di ristrutturazione in cui, come al solito, una delle leve principali per recuperare la situazione è il contenimento dei costi del personale. A maggior ragione perchè essendo quotata solo sul mercato secondario non può avviare un aumento di capitale, anzi, ma ne parliamo più avanti.
Fin qui nulla di nuovo.
Infatti la storia recente del sistema bancario è costellata di piani industriali farciti con migliaia di esodi, tutti gestiti senza drammi grazie al "Fondo Esuberi" del settore, un ammortizzatore sociale interamente autofinanziato e senza costi per la collettività.
Ma questo caso è diverso.
In Banca Popolare di Bari si è andati oltre. La difficoltà della banca era, ed è, forte, seria. Basti pensare che il CdA, è notizia di queste ore, sta approvando una semestrale in negativo di 2,3 milioni di euro, ed il piano industriale recentemente presentato risulta ai più fumoso e privo di reali prospettive di rilancio.
A tutto ciò si aggiunga una illiquidità dei titoli azionari BPB con poche centinaia di richieste di acquisto titoli a fronte di 11,4 milioni di titoli messi in vendita.
Il quadro, dunque, è chiaro e sconfortante.

lunedì 2 maggio 2016

Per un patto tra lavoratori e sindacato

Qualche anno fa lo scrittore ungherese George Jonas affermò che gli Stati Uniti dovevano decidersi, o abbattevano la statua della libertà o, sull’altra costa, costruivano la statua della responsabilità. Perché la libertà senza responsabilità poteva, e può incorrere, in derive molto pericolose.
Nel nostro piccolo del mondo bancario italiano questa affermazione è tutt’altro che priva di significato.
Per un sindacato come la Ugl Credito, che fa della partecipazione e della cogestione il suo marchio distintivo, rifiutando quindi lo scontro sociale come matrice, le imprese bancarie hanno la libertà di organizzarsi come credono, ci mancherebbe, e di proporre il loro modello di business ed i loro prodotti, finanziari.e non, anche se rabbrividiamo all’idea che qualche banca dichiari di avere come concorrente non un’altra banca, o le banche estere, ma Amazon, perchè questo è successo.
Però accanto a questa libertà ci deve essere la responsabilità. Ovvero la capacità di tirare fuori prodotti che non siano vere e proprie truffe (vedi obbligazioni subordinate Banca Etruria) e, soprattutto, non costringere i lavoratori, attraverso pressioni commerciali sempre più spinte, a vendere qualsiasi cosa a chiunque, senza tenere in debita considerazione il profilo di rischio della clientela. Questo è successo in Banca Etruria, in Banca delle Marche, in Cassa di Risparmio di Ferrara, in Cassa di Risparmio di Chieti, dove i lavoratori in alcuni casi sono stati costretti a modificare la Mifid, ovvero l’intervista al cliente che stabilisce la conoscenza che quest’ultimo ha del mondo finanziario e la sua propensione al rischio, pur di vendere le obbligazioni subordinate. E’ il caso di un muratore con licenza elementare che si è visto attribuire da Banca Etruria una laurea in economia e commercio, forse honoris causa, ed è il caso più tragico del pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita dopo aver visto bruciare, per decreto, ben 130.000 euro, ovvero i risparmi di tutta una vita.

lunedì 29 febbraio 2016

RELAZIONE AUDIZIONE COMMISSIONE FINANZE CAMERA DEI DEPUTATI SU BCC

Ringrazio il Presidente per l'invito a questa audizione e gli onorevoli commissari presenti oggi. Nel corso di pochi giorni è la seconda volta che i sindacati vengono ascoltati su questioni e provvedimenti legislativi inerenti il mondo bancario, segno questo, secondo noi, di forte interesse da parte istituzionale di ascoltare la voce dei rappresentanti dei lavoratori, ovvero di coloro che in prima fila quotidianamente stanno vivendo situazioni di forte disagio e preoccupazione sul futuro. Questo interesse di parte politica ci infonde un alto senso di responsabilità che deve obbligarci ad essere il più schietti possibile. Ebbene, la Ugl Credito chiede, nel settore bancario, l'avvio di una stagione di verità e trasparenza. E, al contempo, una fase di assunzione di responsabilità da parte di tutti anche, ovviamente, da parte dei sindacati. Da un po' di tempo a questa parte assistiamo, quasi increduli, ad un continuo susseguirsi di dichiarazioni rassicuranti ed ottimistiche circa lo stato di salute del sistema bancario italiano. Purtroppo, però, a fronte di tutte queste dichiarazioni registriamo dei dati di fatto, degli eventi, che contraddicono quanto da due anni a questa parte viene dichiarato dal Presidente del Consiglio, dal Ministro dell'Economia, dal Governatore di Banca d'Italia e, per ultimo, dal Presidente dell'ABI.

giovedì 29 gennaio 2015

Banche, Storace (Ugl): “Con sciopero lavoratori prendono distanze da scelte manageriali insensate”

“Con l’adesione allo sciopero del 30 gennaio i lavoratori bancari evidenzieranno, ancora una volta, di fronte all’Italia intera, la distanza abissale tra loro e i banchieri, frutto di un progressivo scollamento maturato in anni di scelte manageriali insensate”.
Lo ha dichiarato il segretario dell’Ugl Credito Lazio, Alessio Storace, durante l’assemblea odierna con i lavoratori di Lazio Innova, spiegando che “parallelamente all’importante attacco al mondo del lavoro posto in atto dagli ultimi governi, l’Abi, sul rinnovo del Ccnl dei bancari, ha assunto un atteggiamento di completa chiusura verso le richieste, sia normative che economiche, di parte sindacale”.
Per il sindacalista “il 30 gennaio i lavoratori bancari scendono in piazza, non soltanto per rivendicare i seppur giusti adeguamenti retributivi ma, soprattutto, per difendere la categoria dall’attacco inopinato dei banchieri e dell’alta finanza che, invece di chiedere scusa al Paese per la condizione delle banche negli ultimi dieci anni, chiedono ancora di più mano libera per operare senza alcun vincolo e senza rispondere a nessuno. A tutto questo compatti risponderemo con un sonoro no”.

Roma, 27 gennaio 2015

mercoledì 10 dicembre 2014

Caro Renzi, ecco perchè l'Ugl fa sciopero

Contro il pensiero unico.
Con questo incipit, il Segretario Generale della Ugl, Paolo Capone, ha scritto una lettera a Renzi, pubblicata sul quotidiano "Libero" il 7 dicembre 2014, denunciando apertamente tutte le motivazioni che hanno indotto la nostra Confederazione a scendere in piazza per dire un forte "NO" sia alle politiche economiche del Governo, che alla politica di violento attacco ai diritti dei lavoratori.
Nel link troverete l'articolo integrale.

Caro Renzi, ecco perchè l'UGL fa sciopero

mercoledì 3 settembre 2014

Palazzo Altieri

Tratto dal libro "Il Tevere Scarlatto - Guida alla roma di Santa Maria de Mattias" di Mario Spinelli, pagg. 24-25.
Palazzo Altieri
Questa "parentesi" gaspariana fra i nostri percorsi demattiani impone ora la visita a Palazzo Altieri, vero "monumento" all'infanzia, adolescenza e giovinezza del Fondatore (San Gaspare del Bufalo, ndr). Lo raggiungiamo prendendo a destra e andando sempre dritto lungo le vie S. Angelo in Pescheria, Caetan e Celsa. Così attraverso gli storici e pittoreschi rioni di S. Angelo e Pigna sbuchiamo nella stupenda Piazza del Gesù, su cui si affaccia davanti a noi Palazzo Altieri e a destra la chiesa del Gesù (anch'essa "gaspariana", come vedremo più avanti). Nell'edificio di fronte a noi si trasferì nel 1787 la famiglia Antonio Del Bufalo, cuoco dei principi Altieri; e qui visse Gaspare fino al luglio 1810, quando fu deportato in Emilia.
Il Palazzo, tra i più imponenti di Roma barocca, fu costruito a metà del '600 dall'architetto Giovanni Antonio De Rossi, incaricato dal cardinale Giambattista Altieri. Pochi anni dopo venne ingrandito dal fratello, cardinale Emilio, futuro papa Clemente X (1670-1676).
L'edificio è formato dall'unione di due corpi di fabbrica: il primo con facciata più sobria su Via degli Astalli e lato su Via del Plebiscito (ambedue a destra per noi), il secondo più sontuoso su Piazza del Gesù. E' a tre piani, con un ricco portale fra due colonne che sorreggono un balcone, fregiato dallo stemma gentilizio. Dentro vi sono due cortili, uno di rappresentanza e circondato da un portico, l'altro a destra di servizio. Magnifico lo scalone e sontuosi gli appartamenti; ben più modesti invece i quartierini destinati alla servitù.

In questa augusta dimora Gaspare Del Bufalo trascorse dunque ventitrè anni della sua vita: infanzia, adolescenza e prima giovinezza. Conobbe bene il lusso (e lo spreco) della vita aristocratica, ma ancor meglio la fatica e i problemi quotidiani dei servi e delle loro famiglie. Da bimbo giocò coi figli dei compagni di papà Antonio nel secondo cortile e per le scale di servizio; da ragazzo e giovanotto attese a studi e formazione nella quiete (forse relativa!) dell'appartamentino assegnato al cuoco dei principi. Se imbocchiamo a destra Via degli Astalli e ci portiamo esattamente alle spalle dell'edificio, possiamo vedere le finestre delle cucine di allora, attraverso le quali Gasparino porgeva elemosine e cibi ai mendicanti che ormai a conoscenza della sua carità si affollavano lì. 

Il ricordo di questa carità e della miseria che la suscitava, e per contrasto l'immagine di ricchezza e potere che emana da questi muri, ci aiutano a capire-condividere spiritualità e apostolato di San Gaspare Del Bufalo e Santa Maria De Mattias, tutti e due poveri. Lui di nascita, lei per scelta.