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giovedì 26 novembre 2020

I generi dell'oratoria e la struttura dell'orazione

L'oratoria nel mondo greco-latino è considerata la forma più alta di prosa d'arte: una prosa che si discosta dal linguaggio comune per alcune caratteristiche peculiari. A Roma essa diviene strumento essenziale dell'uomo politico, che deve riuscire a ottenere il consenso attorno alle sue proposte e l'abilità oratoria si fa largo come una delle qualità importanti del civis.

Il valido oratore - secondo due tecnici dell'ars oratoria come Cicerone e Quintiliano - deve essere in grado di svolgere una triplice azione nei confronti del pubblico:

- docere et probare, cioè informare l'uditorio e dimostrare in modo convincente la propria tesi;

- delectare, cioè catturare l'attenzione e il favore del pubblico attraverso un discorso piacevole e artisticamente pregevole;

- movere (o flectere), cioè commuovere il pubblico, per farlo aderire alla tesi esposta a livello emotivo prima ancora che a livello razionale.

martedì 24 novembre 2020

"Quel genio particolare di Tito". Spuntano le parole choc di Biden

da "Il Giornale" del 9/11/2020

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/genio-particolare-tito-spuntano-parole-choc-biden-1902134.html

Biden partecipò ai funerali di "Kardelj”, uno dei responsabili dell’esodo di 250mila italiani. E su Tito: "Era molto astuto"

Il presidente americano eletto, Joe Biden, era un fan di Tito, il boia degli italiani scaraventati nelle foibe? Sicuramente i rapporti sono stati diretti e molto cordiali, come risulta da una lettera dell’allora senatore a "Sua Eccellenza, il Maresciallo Josip Broz Tito".

E da una sorprendente dichiarazione, stile colpo di fulmine, da vicepresidente degli Stati Uniti in visita a Belgrado sulla prima volta con il capo comunista: "Uno degli incontri più affascinanti che abbia mai avuto in vita mia". Per non parlare del libro di Biden dove definisce Tito "un genio".
Nel 1979 Biden si era recato a Lubiana con una delegazione Usa per “la triste scomparsa di Edvard Kardelj”, braccio destro di Tito, uno dei responsabili dell’esodo di 250mila italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il futuro presidente americano nella lettera del primo marzo 1979 scriveva al dittatore: “Gentile Signor Presidente, desidero ringraziarla ancora per la sua preziosa ospitalità durante la mia recente visita in Jugoslavia”. E aggiungeva di avere molto apprezzato “il nostro scambio di opinioni”.

mercoledì 4 novembre 2020

Una lezione particolare

Un professore di filosofia, ateo, resta immobile davanti ai ragazzi della sua classe. Poi dice ad uno dei suoi studenti di alzarsi e gli chiede:

Tu sei cristiano, ragazzo”

Sì, signore” replica lo studente.

Ed inizia a fare delle domande a cui lo studente risponde prontamente: “Allora credi in Dio?”

Certamente.”

Il professore continua “Dio è buono?”

Lo studente: “Certo! Dio è buono.”

Dio è onnipotente? Dio può fare qualsiasi cosa?” ribatte il professore.

Sì, si”

Poi chiede al ragazzo “Tu sei buono o cattivo?”

giovedì 24 settembre 2020

QUALE ORIZZONTE PER LE BANCHE?

In questo periodo il sistema bancario è all’alba di forti cambiamenti che, probabilmente, svilupperanno nuovi equilibri per i prossimi anni. Infatti, dopo la rivoluzione digitale, iniziata qualche anno fa e non ancora completata, un’altra rivoluzione si intravede all’orizzonte: le grandi fusioni ed un nuovo risiko bancario.

E’ cronaca di questi giorni l’operazione ostile di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, quindi della prima banca italiana verso la quarta se prendiamo come punto di riferimento le quote di mercato, rispettivamente il 12 ed il 6,8%.

In questo scenario è ipotizzabile, se na parla da alcuni giorni sui giornali e siti specializzati, che Unicredit difficilmente resterà con le mani in mano, facendosi schiacciare da questo colosso che nascerebbe, e sembra abbia messo nel mirino Banco BPM, attuando quindi una fusione tra la seconda e la terza banca italiana, sempre prendendo come riferimento le quote di mercato, rispettivamente l’11,1 ed il 7%. Salvo poi virare su BPER qualora qualcosa dovesse andare storto e, chissà, puntare indirettamente ad Unipol nell’ambito assicurativo, creando, in quest’ultimo caso un polo finanziario-assicurativo di portata incredibile e, forse, di difficile gestione e con indubbie e pesanti conseguenze in termini di regolamentazione di authority.

sabato 22 agosto 2020

Storia di Sant'Alessio

Questa è l'incredibile storia di Sant'Alessio

Nome: Sant' Alessio

Titolo: Mendicante

Nascita: IV Secolo, Roma

Morte: 14 luglio 412, Roma

Ricorrenza: 17 luglio

Tipologia: Commemorazione

Protettore di: mendicanti

«Santo Alesso fu figliuolo d'un nobilissimo uomo di Roma, il quale aveva nome Eufemiano, ed era il maggiore che visse nella corte dello Imperatore; Eufemiano uomo di tanta di tanta ricchezza e di tanta magnificenza, che continuamente aveva a suo servizio tremila donzelli, i quali vestivano di vestimenta di seta e cintole d'oro. Ed era costui tanto misericordioso al contrario dei poveri, che ogni dì nella sua abitazione aveva tre mense di poveri pellegrini, d'orfani e di vedove».

Alessio era nato quando Eufemiano e sua moglie, Egle, erano già vecchi; era cresciuto virtuosamente e, giunto in età adatta, aveva rifiutato per moglie una nobile e ricca fanciulla. La vigilia delle nozze, però, si legge ancora, «si tolse dalle sue stanze e partì andando occultamente al mare».

mercoledì 10 ottobre 2018

Riflessione sullo spread

Breve riflessione. Non sono un economista, ma quando c'è qualcosa che non capisco cerco di approfondire. Ebbene lo spread, questo sconosciuto. Che sia un male quando cresce è ormai noto ai più, così come è noto che lo spread fu una leva usata, anche mediaticamente, per rovesciare l'ultimo governo Berlusconi. Ora però i conti non mi tornano, perchè abbiamo uno spread che oscilla intorno ai 300 punti e, a sentire molti, sembra che siamo sull'orlo del precipizio, sembra che si stia avvicinando il baratro per tutti noi. Poi mi documento, leggo, e noto che dopo la tempesta del 2011, arrivò il governo Monti e tutto si calmò, era un economista bravo, preparato, benvoluto a Bruxelles e andava tutto bene. Peccato che a metà del suo mandato, vedere grafico, lo spread superò quota 500 e, nonostante tutto, siamo sopravvissuti. Qualcuno mi spiega meglio?

venerdì 7 settembre 2018

Riflessioni sulla fusione Unicredit-Société Générale


La situazione circa questa fusione, o presunta tale, di cui si parla da mesi in maniera sempre più insistente è  abbastanza complicata ed investe diversi livelli, non soltanto quello delle due aziende.

Un primo livello è quello politico. Come non considerare ciò che sta accadendo a livello internazionale tra la Francia e l’Italia? Le tensioni sono su vari fronti, dalla emergenza migranti alla situazione libica, per arrivare, non da ultimo, all’aspetto economico, con le tante aziende italiane, anche strategiche, acquisite da gruppi francesi.

Sotto il profilo più strettamente societario, se consideriamo le due aziende difficilmente potremmo parlare di una fusione.

Qualche dato preso dai bilanci del primo semestre 2018:


UNICREDIT

SOCIETE
GENERALE
Numero di clienti
26 milioni
31 milioni
Paesi in cui opera
18
67
Utili 1 semestre 2018
2,1 miliardi €
12,7 miliardi €
Dipendenti totali
88.640
147.000
Dipendenti Italia
30.912
2.000
Depositi
414 miliardi €
415 miliardi €
Prestiti/Impieghi
423 miliardi €
427,2 miliardi €
Capitalizzazione
38,472 miliardi €
35,968 miliardi €
Cet1
12,5
11,1
Rote
10,9
8,9

E’ pure vero che capitalizzazione di Unicredit è maggiore perchè contiene l’aumento di capitale, record per la Borsa Italiana di 13 miliardi di € conclusasi a febbraio 2017, ma è anche vero che gli indici di bilancio sono decisamente superiori rispetto a quelli di Soc. Gen.

Sostanzialmente, quindi, stiamo parlando di due aziende simili, anzi per certi aspetti Unicredit sembrerebbe addirittura più sana nei conti. In una situazione del genere ci si aspetterebbe che una fusione del genere vedesse Unicredit, e quindi l’Italia, protagonista e con un ruolo importante, di cacciatore e non di preda.

Ma il timore fondato, vista la precedente esperienza del Governo Gentiloni con la questione Fincantieri-Stx è che al contrario non si parlerà di una fusione, dove decidere la governance, ma di una vera e propria acquisizione, stile BNL-BNP Paribas, dove il fulcro verrebbe svolto a Parigi e lì sarebbe il futuro centro  strategico di questa nuova banca.

Si andrebbe a consegnare ai francesi la seconda banca italiana per capitalizzazione, nonchè l’unica banca dichiarata “sistemica” dalla BCE.

Ma con quali effetti per l’economia italiana?

Siamo sicuri che questa operazione, se portata a compimento, avrà un effetto neutro sulle nostre imprese e sulle nostre famiglie?

Siamo sicuri di non dare un ulteriore colpo soprattutto alla fragile economia del Centro-Sud?