mercoledì 21 gennaio 2026

Addio al tabù dello stipendio: perchè la trasparenza retributiva ci cambierà la vita

C’è un segreto che custodiamo con più gelosia del codice del bancomat: quanto guadagniamo. In Italia, parlare di soldi a cena è considerato volgare, e in ufficio è spesso un motivo di frizione, se non un divieto scritto nei contratti. Ma questo “velo di Maya” sta per cadere. Entro giugno 2026, l’Europa imporrà una rivoluzione che promette di scuotere le fondamenta del mercato del lavoro: la Direttiva sulla Trasparenza Retributiva.

Non si tratta solo di curiosità verso il cedolino del vicino di scrivania. È una battaglia di civiltà per colmare quel gender pay gap (il divario salariale tra uomini e donne) che ancora oggi vede, a parità di mansioni, le donne guadagnare significativamente meno dei colleghi uomini.

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lunedì 29 dicembre 2025

La democrazia economica: perché il modello dualistico realizza davvero l’articolo 46

C’è una promessa nella nostra Carta costituzionale che, più di altre, è rimasta a lungo sospesa tra enunciazione e realtà. È quella contenuta nell’articolo 46 della Costituzione della Repubblica Italiana, che riconosce ai lavoratori il diritto di collaborare alla gestione delle imprese, “ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro”. Una promessa alta, moderna, quasi profetica, che parla di partecipazione, responsabilità condivisa, democrazia economica. Eppure, a distanza di decenni, quella norma continua a essere evocata più nei convegni che nei consigli di amministrazione. 
Oggi, però, il tema torna con forza al centro del dibattito pubblico. Non per ideologia, ma per necessità. In un’economia attraversata da transizioni tecnologiche, ambientali e sociali, la partecipazione dei lavoratori non è un lusso: è uno strumento di governo dei cambiamenti. La domanda, allora, non è se coinvolgere i lavoratori, ma come farlo davvero.

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giovedì 27 novembre 2025

Articolato CCNL Abi


Per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali.

Non è consentito alcun uso a scopi commerciali, se non previo accordo, del presente testo. Sono consentite la riproduzione e la circolazione in formato cartaceo o su supporto elettronico portatile (off-line) ad esclusivo uso scientifico, didattico o documentario, purché i documenti non vengano alterati in alcun modo sostanziale, ed in particolare mantengano le corrette indicazioni di data, paternità e fonte originale”.


https://unisin.it/testo-coordinato-del-ccnl-23-novembre-2023/

lunedì 24 novembre 2025

Intelligenza artificiale: quando a fare acquisti (e errori) non siamo più noi

Negli Stati Uniti, la causa intentata da Amazon contro Perplexity per il suo browser Comet ha acceso un faro su una questione che finora era rimasta confinata tra comunicati entusiastici e demo scintillanti: quanto è sicuro affidare a un’intelligenza artificiale non solo le nostre ricerche online, ma anche le nostre azioni, compresi gli acquisti? Al centro dello scontro c’è proprio la capacità di Comet di “agire” sul web come un utente umano: accedere agli account, navigare tra le pagine, riempire carrelli, arrivare al checkout. Secondo Amazon, questo “agente” maschererebbe il proprio traffico da normale navigazione, violando le condizioni d’uso e creando nuovi rischi per la sicurezza dei clienti.

Perplexity respinge le accuse, sostiene che le credenziali restano sui dispositivi degli utenti e denuncia il colosso di Seattle per “bullismo legale”, accusandolo di voler impedire alle persone di usare gli assistenti AI che preferiscono. Ma, al di là dello scontro fra giganti, il caso Amazon-Perplexity segna una svolta: per la prima volta un tribunale dovrà pronunciarsi su un software che non si limita a suggerire, ma agisce in autonomia al posto dell’utente, fino a compiere atti giuridicamente rilevanti come un acquisto online.

La vera novità, infatti, non è tanto l’ennesimo browser “smart”, quanto la trasformazione del browser in un agente esecutivo. Comet viene pubblicizzato esplicitamente come uno strumento cui “chiedere di occuparsi di compiti complessi come lo shopping, dal confronto dei prodotti fino al checkout”, e addirittura di ordinare cibo direttamente dai ristoranti, saltando le piattaforme di consegna. In altre parole, quello che finora facevamo noi – scegliere il sito, diffidare delle offerte troppo belle per essere vere, guardare l’URL per capire se fosse autentico – viene progressivamente delegato a un algoritmo che naviga a nome nostro e con i nostri dati.

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giovedì 6 novembre 2025

L’Ombra del “996”: Controllo e Superlavoro nell’Era delle Big Tech

L’avvertimento lanciato da Padre Paolo Benanti, esperto di intelligenza artificiale e membro della Pontificia Accademia per la Vita, sulle colonne de Il Sole 24 Ore, riaccende i riflettori su un modello di lavoro tossico e insostenibile: il “996”.

Questo codice, noto per indicare l’impegno dalle 9 del mattino alle 9 di sera, per 6 giorni alla settimana (72 ore settimanali)è emerso inizialmente in Cina, reso celebre da giganti come Alibaba e Huawei, per poi essere dichiarato illegale dalla Corte Suprema del Popolo cinese nel 2021 a seguito di crescenti casi di burnout e decessi legati al superlavoro.  Lungi dall’essere debellato, il “996” sta vivendo una pericolosa resurrezione in Occidente, in particolare tra le startup della Silicon Valley focalizzate sull’Intelligenza Artificiale. Quella che in Cina era una prassi aziendale de facto, seppur illegale, nelle Big Tech occidentali si maschera da “cultura missionaria” e “dedizione estrema”.

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martedì 28 ottobre 2025

Algoritmi di Oppressione: l’Inchiesta colossale di Safiya Noble svela il razzismo nascosto dei motori di ricerca

Per miliardi di persone, Google non è solo un motore di ricerca; è l’oracolo digitale, il curatore della conoscenza globale, il presunto arbitro neutrale della verità. Ma la Dr. Safiya Noble, accademica e studiosa di media digitali di fama mondiale, ha squarciato questa illusione. La sua monumentale inchiesta, condensata nel saggio “Algorithms of Oppression: How Search Engines Reinforce Racism”, non accusa semplicemente un’azienda, ma svela un meccanismo economico e tecnologico che codifica e amplifica il razzismo e il sessismo a un livello infrastrutturale. Il lavoro della Dr. Noble, che le è valso la prestigiosa MacArthur “Genius” Fellowship, ha trasformato la “discriminazione algoritmica” da concetto accademico a termine di dibattito pubblico, costringendo il settore tecnologico e la politica globale a confrontarsi con una verità scomoda: la tecnologia non è neutrale; è politica.

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martedì 9 settembre 2025

Il Giubileo dei Giovani: un mese dopo, le radici di un futuro che germoglia

La polvere sollevata dai passi di oltre un milione di giovani che hanno invaso Roma si è posata. Le bandiere sventolate con fervore, i canti che hanno echeggiato per le strade, per le metropolitane, sugli autobus e il silenzio riverente della veglia al Circo Massimo sono ormai un ricordo impresso nella memoria. È passato un mese dal Giubileo dei Giovani, ma il suo messaggio, lontano dallo svanire, sembra aver messo radici profonde nel tessuto di una generazione in cerca di significato e di identità.

Il Giubileo non è stato solo un evento di massa, ma un crocevia di storie, speranze e, a tratti, di dubbi. I giovani sono arrivati da ogni angolo del mondo, portando con sé la diversità delle loro culture e la comune sete di spiritualità. Non si è trattato di una semplice celebrazione religiosa, ma di un’esperienza che ha combinato l’eccezionalità di una festa con la profondità di un pellegrinaggio.

Alcuni giovani intervistati da vari giornali hanno affermato che si aspettavo qualcosa di grandioso, ma non così toccante perchè vedere ragazzi di Paesi diversi, con lingue diverse, che si aiutavano, ridevano e pregavano insieme, è stato un messaggio di unità che supera ogni confine.

Il messaggio centrale del Giubileo, focalizzato sul concetto di “pellegrini di speranza”, ha risuonato con forza. In un’epoca segnata da conflitti globali, crisi ambientali e incertezze economiche, l’invito a non arrendersi e ad essere costruttori attivi del futuro è stato accolto con un entusiasmo tangibile. Papa Leone XIV, con la sua consueta franchezza, ha parlato ai giovani non come a un’audience passiva, ma come a una forza motrice, esortandoli a sporcarsi le mani per un mondo migliore.

Un aspetto cruciale è stato il dialogo. Le catechesi, gli incontri con testimoni di fede e le sessioni di confessione non sono stati visti come obblighi, ma come opportunità di confronto. Nelle tende allestite in tutta la città, si sono tenute conversazioni oneste su temi come la fede, l’impegno sociale, la giustizia e l’ambiente. Questa apertura ha svelato una Chiesa che non ha paura di confrontarsi con le domande difficili della contemporaneità.

A un mese di distanza, gli effetti di questo evento si misurano non in numeri, ma in azioni. Molti dei partecipanti sono tornati a casa con la ferma intenzione di tradurre l’esperienza vissuta in un impegno concreto. Parrocchie, associazioni e gruppi giovanili stanno riportando un rinnovato dinamismo, con un aumento delle attività di volontariato e una maggiore partecipazione alle iniziative comunitarie.

Altre testimonianze raccolte qua e là su vari siti di informazione online riportano che molti giovani prima del Giubileo si sentivano un po’ persi, come se la loro fede fosse qualcosa di privato. Ora invece hanno realizzato che la fede è comunità, è azione. Infatti in divese parrocchie si stanno organizzando attività per aiutare le persone anziane sui territori. Non è un grande gesto, ma è un inizio, un buon inizio.

Il Giubileo dei Giovani non è stato un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale. La sua eredità più importante non risiede negli eventi memorabili, ma nel seme di speranza che è stato piantato nel cuore di milioni di giovani. Un seme che, se curato, potrebbe fiorire in un futuro di maggiore solidarietà e impegno. L’appuntamento è per il 3 agosto 2027 a Seul dove la Chiesa coraggiosamente vuole celebrare la Giornata Mondiale dei Giovani in una terra che non è a maggioranza cattolica, ma che pensiamo sia un segnale, un tentativo di forte evangelizzazione. Ma il vero Giubileo, quello della vita di tutti i giorni, è già iniziato da un mese.


https://www.professionebancario.it/2025/09/05/il-giubileo-dei-giovani-un-mese-dopo-le-radici-di-un-futuro-che-germoglia/