giovedì 30 aprile 2026

L’algoritmo al potere? Perché il cuore della banca deve restare umano

C’è un’immagine che spesso accompagna i racconti sull’Intelligenza Artificiale nelle banche: uffici deserti, schermi che lampeggiano in solitudine e algoritmi che decidono, con freddezza matematica, il destino dei nostri risparmi. Ma la realtà che emerge dagli ultimi dati ci racconta una storia diversa.

Un recente rapporto dell’OCSE ha infatti scosso il mondo finanziario italiano, rivelando che ormai il 70% delle assicurazioni e il 59% delle banche del nostro Paese utilizza l’IA. Non parliamo più solo di piccoli robot che rispondono alle domande sul sito web, ma di sistemi complessi capaci di prevedere frodi o analizzare montagne di dati in pochi secondi. Di fronte a numeri così imponenti, sorge spontanea una domanda: i manager delle nostre banche stanno abdicando al loro ruolo? Hanno deciso di lasciare il timone a un software?

La tentazione di rispondere “sì” è forte, ma sarebbe un errore di prospettiva. Quella a cui stiamo assistendo non è una resa, bensì una metamorfosi. Immaginiamo il manager di una volta: passava gran parte del tempo a scartabellare documenti alla ricerca di un errore o di un’opportunità. Oggi quel lavoro faticoso e ripetitivo è delegato alla macchina. Questo non significa che il manager sia diventato inutile: significa che ha il tempo di fare ciò per cui è pagato: decidere.

Continua a leggere su Professione Bancario

venerdì 24 aprile 2026

La nuova schiavitù digitale: dietro i social e l’intelligenza artificiale

Guardiamo i social ogni giorno. Scorriamo video, leggiamo post, condividiamo contenuti. Tutto appare pulito, filtrato, quasi innocuo. Ma ciò che vediamo è solo la superficie. Dietro questo mondo apparentemente ordinato si nasconde una realtà molto più dura raccontata anche dall’inchiesta de Le Iene realizzata da Nicola Barraco. Una realtà che ha il sapore di una nuova forma di schiavitù: il lavoro invisibile dei moderatori di contenuti Sono giovani, spesso in Kenya, che passano le loro giornate a visionare immagini di violenza, abusi e morte per “ripulire” i social che noi utilizziamo quotidianamente. Un lavoro essenziale per le grandi piattaforme, ma svolto in condizioni disumane.

La prima grande causa di questo fenomeno è il modello economico dei social network. Le piattaforme guadagnano attraverso pubblicità e attenzione: più tempo passiamo online, più generano profitto. Per mantenere un ambiente “sicuro” e appetibile, devono eliminare contenuti disturbanti. Ma invece di investire in sistemi sostenibili o in tutela dei lavoratori, esternalizzano questo compito nei Paesi più poveri, dove il costo del lavoro è basso.

Continua a leggere su Professione Bancario

lunedì 13 aprile 2026

Quando l’algoritmo decide in banca: i rischi nascosti dell’IA nel credito bancario

Bastano pochi secondi. Un clic, qualche dato personale inserito in un modulo online, e l’intelligenza artificiale ha già deciso se potrete comprare casa, aprire la vostra attività o ottenere una carta di credito. Nessun colloquio in filiale, nessuna possibilità di spiegare la vostra storia. Solo un algoritmo che ha etichettato il vostro futuro con un “sì” o un “no”. Sempre più banche affidano all’intelligenza artificiale le decisioni sul credito, attratte dalla velocità e dai minori costi. Ma dietro questa rivoluzione tecnologica si nascondono pericoli che potrebbero cambiare radicalmente il rapporto tra cittadini e sistema creditizio.

Immaginate di essere bocciati a un esame senza sapere perché. È esattamente quello che succede con molti sistemi di intelligenza artificiale usati per il credito. Gli algoritmi funzionano come “scatole nere”: nemmeno i tecnici che li hanno creati riescono sempre a spiegare esattamente perché hanno preso una certa decisione. Come si può contestare una decisione che nessuno sa spiegare? Come si difende un cittadino davanti a un giudice invisibile e muto? Il problema più insidioso: gli algoritmi possono discriminare senza che nessuno se ne accorga. L’intelligenza artificiale impara dai dati storici. Se negli ultimi vent’anni le banche hanno concesso meno prestiti alle donne o a persone di certi quartieri, l’algoritmo “imparerà” che questi sono fattori di rischio, perpetuando pregiudizi del passato. Negli Stati Uniti sono emersi casi clamorosi: algoritmi che offrivano condizioni peggiori alle minoranze etniche, non per programmazione intenzionale, ma perché addestrati su dati discriminatori. In Italia il rischio è identico: un algoritmo potrebbe penalizzare chi vive al Sud, chi ha cognome straniero, chi lavora in settori “instabili”. Senza malizia, senza cattive intenzioni: l’algoritmo semplicemente “impara” dai modelli nei dati.

Continua a leggere su Professione Bancario

giovedì 2 aprile 2026

ANALISI DEL SISTEMA BANCARIO NELLA PROVINCIA DI FROSINONE: CRESCONO I DEPOSITI, RALLENTANO I PRESTITI NEL 2025

Il panorama bancario della provincia di Frosinone al 31 dicembre 2025 mostra segnali di consolidamento della liquidità a fronte di una contrazione del credito, delineando un quadro di prudenza economica da parte di famiglie e imprese. Secondo gli ultimi dati, i depositi totali nella provincia hanno raggiunto quota 10.508.081 migliaia di euro, segnando una crescita del 3,03% rispetto all'anno precedente. Al contrario, i prestiti hanno subito una lieve flessione annuale dello 0,62%, attestandosi a 5.928.157 migliaia di euro. Se analizziamo il periodo 2022-2025, il divario è ancora più netto: i depositi sono aumentati di oltre 431 milioni di euro (+4,29%), mentre i prestiti sono diminuiti di circa 405 milioni di euro (-6,40%). A livello locale, Frosinone si conferma il cuore pulsante del territorio con depositi per 1,87 miliardi di euro (+5,56% su base annua). Si segnala la performance particolarmente vivace di Sora, che vede i depositi balzare del 15,48% in un solo anno. Sul fronte dei prestiti, si registra invece un drastico calo a Isola Liri (-38% rispetto al 2024), mentre Sora e Pontecorvo mostrano controtendenze positive con aumenti rispettivamente del 9,42% e 7,30%. 

La provincia mostra una solida tenuta del risparmio, nonostante una razionalizzazione della rete fisica degli sportelli in alcuni comuni principali. Mentre lo stock di risparmio (depositi) è in costante ascesa dal 2023, l'erogazione del credito (prestiti) non ha ancora recuperato i livelli del 2022, segnando un trend di debolezza pluriennale. 

Cliccando sui seguenti link avrete accesso ai documenti legati a questo studio

Comunicato stampa

Infografica

Studio sui singoli comuni